Successo è autostima

Successo e autostima hanno 7 punti in comune

Ma la sicurezza in sé stessi è qualcosa di innato o si può imparare ad apprendere crescendo?

E’ una domanda che mi pongo spesso, di ritorno da  attività di Business Coaching in azienda.

Ho fatto diverse considerazioni su quali fossero i fattori che le persone di successo mentono in campo tutti i giorni per alimentare la loro motivazione. 

La risposta è che non esiste una verità assoluta; si può nascere con una personalità forte e perdere fiducia in sé mentalizzando in modo negativo esperienze nel corso della vita, oppure svilupparla lavorando sulla propria persona e migliorando i pensieri che generano azioni e autoconsapevolezza. 

In ogni caso, le persone che hanno stima di sé sanno quel che valgono e quello che vogliono; 

Pensano almeno di valere quanto gli altri o un pelino su: uno dei cardini dell’autostima è credere di non essere meno di valore di altri.  Chiariamoci questo vuole dire che nella vita dobbiamo aspettarci una giusta distribuzione dei guadagni solo perché se valiamo uguale agli altri, ma che ognuno ha l’opportunità di cercare di ottenere il massimo che desidera dalla propria vita

Mettono in discussione il loro punto di vista e non se stesse: le insicurezze hanno la loro utilità sono campanellini di allarme ed è sinonimo che non ci siamo preparati bene in un certo ambito e sappiamo che possiamo e dobbiamo fare meglio.

Sono decisi, ma non avventati: come conseguenza del punto 2, c’è il fatto che quando una persona che ha fiducia di sé sa di essere pronta e sa che se che se aspetta di essere la perfetta muore prima di iniziare.

 

 

Sanno riconoscere la fiducia in sé stessi dall’arroganza: le persone provano paura dell’autostima e la confondono con l’arroganza, quel modo di fare delle persone concentrate solo su sé stesse e vogliono avere ragione a tutti i costi: L’autostima, però, è tutt’altra cosa, chi ha sicurezza in sé stesso è centrato sui i propri valori sa quanto vale e dà valore anche agli altri comprendendo che le questioni sono solo un punto di vista condivisibile o meno.

Riconoscono che il fallimento è un momento di crescita: chi fallisce non fallisce la persona, ma il modo in cui ha provato a fare qualcosa e ogni volta che fallisce impara qualcosa di nuovo e apprende come affrontare con il giusto spirito le cadute, trovare una soluzione ai problemi evitando di dare colpa a se stessi.

Prima sparano e poi mirano: sanno che la perfezione è un’utopia, tutto è perfettibili nella misura in cui inizia a fare qualcosa di non perfetto e quindi fanno. Fare le cose perfettamente non necessariamente vuol dire farle bene. Ricercare la perfezione porta spesso all’immobilismo tendere all’eccellenza da motivazione. 

Escono dalla zona di confort: fare esperienze mai fatte prima fa capire come gli sbagli e i fallimenti siano motivi di crescita e miglioramento. Uscire dalla propria zona di comfort porta molto più probabilmente a fare errori e di conseguenza ad accettarli. 

mi piacerebbe sapere cosa ne pensi è importante la tua opinione per me. 

ciao Buona vita 

 

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