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Quella sensazione che non mi da’ pace. Sarò mai all’altezza?

Sarà capitato anche a te, almeno una volta nella vita, di non sentirti all’altezza e di percepire come una sensazione di mediocrità.

La mediocrità non è mai in confronto con qualcuno o qualcosa di esterno a te. Hai la sensazione di sentirti mediocre solo quando sai di non aver fatto il tuo meglio o non hai dato il giusto valore al tuo tempo. Impara dagli altri e dalla loro esperienza per migliorare, ma in termini di successo o fallimento non confrontarti con altri, ma con te stesso.

Ci sono 3 tipi di persone:

  • Quelli che si deprimono perché vedono gli altri migliori di loro;
  • Quelli che si consolano perché vedono gli altri peggiori di loro;
  • E quelli che, invece, misurano sé stessi.

Misurati con le tue ambizioni, le tue paure, i tuoi desideri e non con quelli degli altri. Questo può voler dire che dovrai affrontare il giudizio di molte persone.

Tutti quelli che credono di sapere cosa sia meglio per te.

Dal libro Miracle Morninig  voglio darti un altro spunto:

Spesso viviamo la nostra vita con la sindrome sello specchietto retrovisore. Pensiamo e ricreiamo costantemente il nostro passato: così facendo, limitiamo il nostro presente e non costruiamo il futuro che desideriamo, imprigionandoci con delle catene molto resistenti, il nostro potenziale.

Di conseguenza, filtriamo in malo modo ogni scelta che facciamo (da come ci svegliamo al mattino, ai risultati che intendiamo raggiungere basandoci sull’assunzione di ciò che riteniamo possibile nella nostra vita, attraverso le limitazione delle esperienze della vita passata.

Trasciniamo con noi da un giorno all’altro le nostre paure, i nostri dubbi e le nostre perplessità come se fossero delle valigie pesanti e logore.

Se desiderate superare il passato e trascendere i vostri limiti, dovete smettere di vivere osservando la vita dallo specchietto retrovisore, quel maledetto specchietto retrovisore vi porterà inevitabilmente a sbattere.

Il passato non è equivalente al futuro e come dice Richard Bandler: “Un giorno ti guarderai indietro e riderai di tutta questa storia”. Quello che mi chiedo io è: “Perché aspettare?”

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