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comunicazione efficace flavio NIgro

Il Potere delle parole nella comunicazione

Il Potere delle parole nella comunicazione

Ho parlato di “Comunicazione Efficace” in diversi articoli, per la sua importanza a tutti i livelli di relazionale.

Comunicare in modo efficace è una vera e propria abilità e può essere esercitata in ogni contesto, sia a livello verbale che non verbale, con chiarezza e coerenza.

Comunicare in maniera efficace ed assumersi la responsabilità non di quello che per noi è chiaro nella nostra testa, ma di quello che percepisce il nostro interlocutore è di grande importanza.
Voglio darti alcune indicazioni in merito, frutto della mia esperienza sia durante i corsi che in azienda.

Parla in Prima Persona

Molto spesso capita che le persone che vogliono esprimere il proprio parere evitano di esporsi e non parlando in prima persona, spesso citando fonti esterne a sé stesso, del tipo: “in azienda non rispettano le procedure” oppure “un mio amico dice che” ecc. ecc.

Se ci soffermassimo ad analizzare le nostre innumerevoli conversazioni quotidiane, ci renderemmo conto che buona parte di esse risultano centrate sugli interlocutori o su ipotetici terzi.

Sempre più raramente affrontiamo la conversazione aprendo in questo modo:
“secondo il mio punto di vista” oppure “a mio parere”, “io proporrei”, “sono dell’opinione che” o frasi simili vero?

Quante volte esprimete serenamente i vostri sentimenti e le vostre emozioni senza alcun timore?
Partendo dalla mia esperienza come manager e business coach  nell’ambito della comunicazione, ritengo che molte difficoltà a livello comunicativo dipendano proprio dalla scarsa attenzione verso se stessi.

Esprimere il proprio pensiero in modo del tutto individuale è il primo passo verso una comunicazione vincente.
Si perché se i pensieri che abbiamo sono chiari e definiti probabilmente ciò che accadrà durante la comunicazione, sarà un trasferimento non solo di parole ma anche di emozioni che sono inevitabilmente stampati sul nostro visto
L’impatto emotivo suscitato dall’esporsi in prima persona è davvero forte dal punto di vista relazionale.

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Il Manager che si arrabbia con il collaboratore: Allora non capisci proprio nulla!” “Voglio spiegarti questo passaggio un’altra volta, nel caso non fossi stato sufficientemente chiaro.”
Conflitto tra colleghi in ufficio: “è impossibile lavorare con te!” “A mio parere potremmo trovare una soluzione alternativa per andare d’accordo.”
Lite tra madre e figlio: “Sei una delusione!” “mi piacerebbe capire il tuo comportamento e come posso aiutarti.

L’assunzione di responsabilità della vostra comunicazione genera sicuramente un’apertura nell’ interlocutore invece che una chiusura e soprattutto, mai accusare le persone sulla propria identità.
Adottando questo atteggiamento, riuscirete a stemperare eventuali situazioni di tensione o di conflitto.

  1. Evita le Generalizzazioni

Molte persone durante la comunicazione sono soliti farsi portavoce di altri, dando vita ad un processo comunicativo spiacevole e inefficace.

Oppure quando si riferiscono ad una questione, parlano per generalizzazioni come se le generalizzazioni fossero le stesse per tutti.
Esempio:
Una cliente in coaching viene per risolvere una questione personale relativo al suo partener ed esordisce così: “tutti gli uomini non sanno ascoltare”
io – bene hai conosciuto tutti gli uomini?
Lei – certo che no, ma so che è così!
io– bene quindi anche io non so ascoltare?
lei- beh…. effettivamente tu sai ascoltare, ma anche altri
Io- quindi dimmi chi nello specifico non ti ascolta?
Lei – solo il mio collega.

La generalizzazione nella comunicazione interpersonale spesso fa brutti scherzi e ci fa vedere una rappresentazione molto limitativa della prospettiva delle cose e spesso mina la libertà d’espressione altrui.

  1. Esprimere Fatti e comportamenti

Un altro elemento fondamentale della Comunicazione Efficace è la concretezza dei fatti nel caso di relazioni possiamo tranquillamente riferirci a comportamenti specifici

L’invito ad esprimersi attraverso proposte concrete, infatti, è finalizzato a migliorare la comprensione da parte del destinatario ed a risolvere eventuali generalizzazioni.
La concretezza ci aiuta a centrare immediatamente il bersaglio che intendiamo colpire con il nostro intervento, consentendo agli interlocutori di individuare fin da subito il cuore del concetto trasmesso.
La capacità di comunicare attraverso fatti tangibili e precisi, denota la nostra padronanza e la nostra competenza inerente l’oggetto di discussione, un aspetto da non sottovalutare in termini di credibilità.

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Riunione aziendale durante la quale si discute una nuova proposta di orario di lavoro: “L’azienda ha bisogno di rivedere i propri orari di lavoro per garantire una maggiore produttività nei mesi successivi.” Per migliore la produttività aziendale, proporrei di distribuire l’orario di lavoro su due turni. Il primo dalle 6.00 alle 14.00, il secondo dalle 14.00 alle 22.00.”

 

La frase del caso n.1 trasmette un concetto astratto che non dice nulla circa l’effettivo provvedimento aziendale. La frase n. 2, al contrario, è molto più precisa e concreta.

  1. Evitare le Critiche Negative

Uno dei maggiori ostacoli che blocca l’efficacia comunicativa è il problema della critica.

Se prima di esprimere una critica preferiamo ponderare con attenzione parole, modi e tempi, per paura di urtare la sensibilità altrui, quando al contrario la riceviamo, tendiamo a chiuderci a riccio e proviamo un forte risentimento verso chi ha colpito i nostri sentimenti.

Il termine “critica”, che oggi ha una connotazione estremamente negativa, in passato era utilizzato da grandi filosofici – come Kant – in senso opposto.

Se recuperassimo l’etimologia greca del verbo kino, che significa misurare, ponderare e discernere, potremmo comprendere l’uso positivo che ne hanno fatto gli studiosi del passato.

Ricevere una critica, quindi, dovrebbe diventare un’occasione per puntualizzare e migliorare alcuni aspetti in vista di un processo di crescita comunicativa.

Ricevere una critica, secondo l’accezione positiva del termine, dovrebbe divenire un momento favorevole per evitare inutili scontri.
La critica in sé non è pericolosa o sgradevole, sono i modi sgarbati assunti dalla società a farla risultare tale.
Se viene espressa con espressioni offensive del tipo “sei un incapace!” o “non capisci nulla!” anche la persona più sicura di sé resterebbe profondamente scossa.
Imparate a lasciarvi alle spalle le critiche negative, fonte di distruzione e inciviltà, dando credito solo a quelle che possono migliorare i vostri tratti caratteriali nel tempo.

 

 

 

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Il dirigente nei confronti della segretaria:

“Il verbale dell’ultima riunione è davvero una schifezza!” “Penso che il verbale dell’ultima riunione necessiti di una revisione in alcuni punti!”
L’insegnate nei confronti dell’allievo: “Sei piuttosto scarso in matematica!” “Dovresti fare un po’ più di esercizi sulla moltiplicazione.”
  1. I 4 step della Comunicazione

Il livello di comunicazione è una specifica modalità comunicativa che si adotta in diversi contesti a seconda degli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Il modello della comunicazione interpersonale si suddivide in “4 Passi”. Vediamoli insieme!

– Astratto Teorico: questo livello comunicativo è caratterizzato da un codice particolarmente complesso e forbito, non accessibile a tutti.
Pensate al caso degli studenti universitari iscritti al primo anno: alcuni si ritirano delusi dal gergo eccessivamente astratto e specialistico dei docenti, altri riescono a superare quel primo ostacolo per poi proseguire con maggior disinvoltura.
I contesti che privilegiano questo tipo di linguaggio sono appunto quelli accademici, ambiti in cui è richiesta un’adeguata preparazione di base per comprendere appieno le argomentazioni trattate.

– Situazione Astratta: presenta un minor livello di difficoltà rispetto al precedente; pertanto, può essere utilizzato in diversi contesti con destinatari meno specializzati.
Anche in questo caso la comunicazione si mantiene distante dall’esperienza reale, avvalendosi di “frasi fatte” e “luoghi comuni”.

È utile in tutte le situazioni in cui si ha a che fare con estranei, come ad esempio in aereo o in treno.
In sostanza, si parla del più e del meno, senza scendere in dettagli riguardanti la propria intimità.
Esempio:

A: Freddo oggi, vero?
B: Già, non esistono più le mezze stagioni!
(fine della conversazione)

Situazione Concreta: il terzo livello non riguarda ancora l’esperienza personale, ma è comunque più concreto rispetto ai precedenti. Ha la peculiarità di fornire indicazioni e riflessioni rispetto a fatti realmente verificabili, seppur lontani dalla propria vita privata.

Se nella situazione astratta la conversazione termina dopo aver scambiato frasi fatte, per mancanza di argomentazioni, qui viene lasciato aperto un canale comunicativo per approfondire eventuali curiosità.
Esempio:

A: Freddo oggi, vero?

B: Sì, ho letto un articolo in cui veniva spiegato il motivo di questi improvvisi cambiamenti climatici.
(stimolo comunicativo)
A: Ah sì? E che cosa diceva a tal proposito?

– Esperienza: provate a ricordare una qualsiasi situazione in cui una persona ha iniziato a parlare della propria esperienza diretta, testimoniando l’applicazione di una teoria nella vita reale.
È molto probabile che, ascoltando un aneddoto, la vostra attenzione sia aumentata notevolmente, toccando tutte le dimensioni sensoriali.
Il livello comunicativo più efficace – in grado cioè di catturare l’interesse delle persone – è proprio quello dell’esperienza.
Attraverso questa modalità comunicativa si crea un’immediata sintonia tra emittente e destinatario.
Esempio:
A: Freddo oggi, vero?
B: Sì, sapevo che qui a Milano ci sarebbe stato un clima più rigido, per questo ho portato in valigia dei vestiti pesanti.
Conclusioni
Vi è sembrato interessante l’articolo di oggi sulla Comunicazione Interpersonale?
Ho cercato di condensare per voi alcuni suggerimenti pratici atti a migliorare fin da subito il nostro approccio con gli altri.
Lasciate pure un commento nello spazio qui in basso, vi risponderò con piacere! 🙂

 

 

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Flavio Nigro

Imprenditore, Business Coach e Consulente esperto in organizzazione aziendale di metodi , processi e prodotti. Autore del Libro Best selling 2021 su Amazon “il Codice del successo” saggio di sviluppo personale e professionale per imprenditori, manager team leader e collaboratori.

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